mercoledì 5 ottobre 2022

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Ictus


L’ictus è l’improvviso arresto delle funzioni celebrali che si manifesta con perdita della coscienza e paralisi motoria monolaterale (in una sola metà del corpo) o bilaterale (sia parte destra che parte sinistra). 

Vi sono due tipi principali di ictus, quello ischemico (ischemia cerebrale), dovuto alla mancanza del flusso di sangue, e quello emorragico, causato da un sanguinamento o emorragia cerebrale, l’uno può anche seguire l’altro; entrambi portano come risultato una porzione del cervello incapace di funzionare correttamente. 

I segni e i sintomi di un ictus possono comprendere, tra gli altri, l’incapacità di muoversi o di percepire un lato del corpo, problemi alla comprensione o all’esprimere parole o la perdita di visione di una parte del campo visivo. 

Se i sintomi durano meno di una o due ore, l’episodio viene chiamato attacco ischemico transitorio (TIA). 

Gli ictus emorragici possono essere associati ad un forte mal di testa. I sintomi possono essere permanenti e le complicanze a lungo termine possono includere polmonite ab ingestis, demenza vascolare, parkinsonismo, afasia, paraplegia, tetraplegia, paresi o una perdita di controllo della vescica. Può anche causare la morte. Per quanto concerne la ricerca si evince che il principale fattore di rischio sia l’ipertensione, essa difatti si presenta come la causa principale nello scatenamento dell’evento avverso. Altri fattori di rischio sono: diabete mellito, fibrillazione atriale, fumo di tabacco, obesità, ipercolesterolemia.

La diagnosi viene solitamente effettuata con numerosi esami strumentali, come la Tomografia computerizzata o la risonanza magnetica, elettrocardiogramma, esami ematici, anamnesi clinica e valutazione neurologica del paziente con scale apposite (NHISS, Cincinnati, Scandinavian, Glasgow Coma Scale).

Il trattamento dell’ictus si esegue nelle prime ore di insorgenza. L’ictus di tipo ischemico, il più frequente, si può giovare della tradizionale terapia con somministrazione sistemica di fibrinolitico (entro 4/5 ore dall’insorgenza) e, nei centri dotati di unità di neuroradiologia interventistica, del trattamento endovascolare mediante trombectomia meccanica (entro 6-8 ore dall’insorgenza). Alcuni ictus emorragici possono essere trattati tramite intervento chirurgico. La riabilitazione intrapresa nel tentativo di recuperare alcune delle funzionalità perse si svolge idealmente nelle stroke unit, che tuttavia spesso non sono disponibili in molte parti del mondo.

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